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Maratona di New York 2026, il percorso cambia dopo 15 anni: dove e perché

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Cinque distretti, cinque ponti, un solo traguardo: Central Park. La Maratona di New York non è soltanto una corsa di 42,195 chilometri, ma un viaggio attraverso la Grande Mela. Si parte da Staten Island, si attraversano Brooklyn, Queens, Manhattan e Bronx, prima di tornare nel cuore verde della città. Nel 2026 il percorso cambia per la prima volta dopo 15 anni, proprio nel Bronx. Una modifica limitata, che non altera la distanza né il fascino di una gara tra ponti, grattacieli, quartieri leggendari e scenari da grande schermo.

Staten Island e il ponte di Verrazzano: la partenza più spettacolare

La gara comincia a Fort Wadsworth, Staten Island, ai piedi del Verrazzano-Narrows Bridge. Migliaia di maratoneti affrontano subito una salita lunga quasi due chilometri per raggiungere il punto più alto del percorso, a circa 50 metri sul livello del mare.
Davanti agli occhi si apre la baia di New York, con lo skyline di Manhattan all’orizzonte. Uno spettacolo che invita ad accelerare, ma bisogna controllare l’entusiasmo: partire troppo forte sulla successiva discesa può costare caro negli ultimi chilometri.

Brooklyn, il distretto che non smette mai di tifare

Superato il ponte, i corridori entrano a Brooklyn, il tratto più lungo della maratona. Si percorrono Fourth Avenue, Williamsburg e Greenpoint, attraversando quartieri diversissimi per cultura, musica e atmosfera.
Qui il pubblico è protagonista. Bande musicali, cartelli, applausi e incitamenti accompagnano gli atleti per chilometri. La strada sembra scorrere veloce, ma il rischio è lasciarsi trascinare dal ritmo della folla.

Queens e Queensboro Bridge: il muro del silenzio

Dopo circa 21 chilometri si entra nel Queens attraverso il Pulaski Bridge, dove si trova il passaggio della mezza maratona.
Pochi chilometri dopo arriva uno dei punti decisivi: il Queensboro Bridge, che conduce a Manhattan. È una salita impegnativa, intorno al 25° chilometro, e soprattutto un improvviso cambio di atmosfera. Dopo il frastuono di Brooklyn, sul ponte il pubblico non c’è. Si sentono soltanto il respiro e i passi dei corridori.
Poi la discesa verso First Avenue e un’esplosione di tifo che restituisce energia alle gambe.

Manhattan e Bronx: il percorso cambia dopo 15 anni

La lunga First Avenue accompagna i maratoneti verso nord, tra due ali di folla. Intorno al 32° chilometro si attraversa il Willis Avenue Bridge e si entra nel Bronx, dove arriva la grande novità del 2026.
Per la prima volta dopo 15 anni, la Maratona di New York modifica il proprio percorso. Dopo il ponte, i corridori imboccano East 135th Street e Alexander Avenue. Anziché svoltare subito su East 138th Street, proseguono fino alla East 141st Street, poi su Third Avenue e infine su East 138th Street, prima di attraversare il Madison Avenue Bridge e tornare a Manhattan.
Scompare così il vecchio anello che attraversava Morris Avenue, East 140th Street e Rider Avenue. Le svolte si riducono da sette a cinque, ma l’obiettivo degli organizzatori non è favorire i record: la modifica serve soprattutto a garantire una migliore accessibilità ai negozi e ai servizi del quartiere durante la gara.
Il Bronx resta una tappa breve ma decisiva. Superato il Madison Avenue Bridge, comincia il ritorno verso Central Park. E la fatica, ormai, presenta il conto.

Fifth Avenue e Central Park: gli ultimi chilometri che decidono tutto

Tra il 37° e il 39° chilometro arriva la salita di Fifth Avenue, un tratto che sulla carta può sembrare innocuo, ma dopo tanta strada diventa una prova durissima.
Si entra quindi a Central Park, con i suoi continui saliscendi. I corridori escono brevemente lungo Central Park South, affrontano l’ultima curva a Columbus Circle e rientrano nel parco per il rettilineo finale.
Il traguardo è nei pressi di Tavern on the Green, sulla West Drive. Dopo cinque distretti e 42,195 chilometri, New York consegna a ogni finisher la stessa emozione: aver conquistato la Grande Mela.

I film che hanno reso eterno il percorso

Correre New York significa anche attraversare luoghi che milioni di persone conoscevano già prima di visitarli, grazie al cinema. Una città che abbiamo imparato ad amare sul grande schermo, spesso senza rendercene conto.
C’è Autumn in New York, con Richard Gere e Winona Ryder, che racconta la magia dell’autunno a Manhattan, tra i colori di Central Park e il romantico Bow Bridge. C’è Madagascar, il film d’animazione della DreamWorks che comincia proprio al Central Park Zoo, con Alex il leone e i suoi inseparabili amici.
Il Queensboro Bridge richiama le immagini di Manhattan di Woody Allen, mentre Central Park è lo scenario di film come Mamma, ho riperso l’aereo, Kramer contro Kramer e Harry ti presento Sally.
E vicino al traguardo c’è Tavern on the Green, il ristorante che compare in Ghostbusters. La celebre caserma degli Acchiappafantasmi, invece, si trova a Tribeca, fuori dal percorso.
Non tutti questi luoghi sono attraversati direttamente dalla gara, ma fanno parte dell’immaginario che accompagna i corridori. Perché a New York non si corre soltanto una maratona: si attraversano anche i film, le storie e i sogni che ci hanno fatto innamorare della città.

Perché il percorso di New York è così impegnativo?

A differenza delle maratone veloci come Berlino o Chicago, New York non è progettata per favorire i record. Le salite dei ponti, le variazioni di ritmo e il finale ondulato premiano la resistenza e l’intelligenza tattica.
Per Yeman Crippa e Giovanna Epis, alla prima partecipazione nella Grande Mela, sarà fondamentale dosare le energie e non lasciarsi ingannare dall’entusiasmo dei primi chilometri. A New York la vera maratona spesso comincia dopo il trentesimo.
Scopri chi conquisterà New York. La New York City Marathon 2026 sarà trasmessa in esclusiva in chiaro domenica 1° novembre, dalle ore 14, su Corrieredellosport.it e sul canale YouTube ufficiale del Corriere dello Sport con telecronaca di Carlo Cantales, commento tecnico dell’ex azzurro Migidio Bourifa.. Un appuntamento imperdibile.

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