HomeCinemaOperazione ZUCCA, il regista non è preoccupato dall'AI

Operazione ZUCCA, il regista non è preoccupato dall’AI

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Intervistato da Variety a Lucca, Matthew Walker, coregista di Shaun Vita da Pecora – Operazione Zucca, ha spiegato perché alla Aardman Animation siano abbastanza tranquilli sulla “minaccia” dell’AI nel loro mestiere.

Ospite di Lucca Comics & Games 2026, il regista Matthew Walker, co-autore di Shaun Vita da Pecora: Operazione Z.U.C.C.A. già nelle nostre sale, ha chiacchierato con Variety di varie questioni, ma soprattutto di Intelligenza Artificiale generativa, vista come una minaccia da una larga parte dei creativi attivi nell’industria cinematografica… e nell’animazione? Walker non è così convinto, e sembra più tranquillo del suo collega Travis Knight della Laika, specialista come l’Aardman Animations nella stop-motion.
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Shaun Vita da Pecora: Operazione Z.U.C.C.A. è al cinema, portandoci ancora una volta quell’arte del passo uno Aardman a metà strada tra la professionalità di caratura internazionale e l’artigianalità. Proprio questo elemento è per il co-regista Matthew Walker un discrimine, a suo parere colto dal pubblico: “Credo che proprio la stop-motion abbia un fascino, nella consapevolezza che quelli sono modelli reali, costruiti in incredibile dettaglio da artisti. Quando pubblichiamo dietro le quinte, sono sempre molto popolari perché la gente ama vedere come viene fatta la stop-motion. […] Credo pure che ci sia un desiderio di imperfezione. Siamo arrivati a un punto in cui la tecnologia digitale può fare qualsiasi cosa, rifinire meravigliosamente. […] Ma lo vedi in cose come i film dello Spider-Verse, dove hanno inserito elementi 2D fatti a mano, con i segni a matita. Perché c’è un desiderio di gustare la tecnica dietro il prodotto finito: l’equivalente in stop-motion è vedere le impronte digitali.”

La conversazione si sposta sul retrogusto vagamente disturbante “asettico” di molti video attuali realizzati con l’IA, un problema che si è comunque già ridotto e si sta riducendo, per cui Walker corregge il tiro in modo più filosofico: “L’AI può replicare l’arte, ma non penso che possa replicare l’emozione e il ragionamento dietro all’arte.” L’animazione ha per lui un vantaggio sulla ripresa dal vero, da questo punto di vista: il suo processo emotivo e artistico è assai più difficile da riprodurre per l’Intelligenza Artificiale Generativa. “Prendete la lampada Pixar. È solo una lampada. No ha faccia. Non ha fattezze. Non ha arti. Ma nel modo in cui gli animatori l’hanno fatta muovere, ti scatta la connessione emotiva. Diventa un personaggio, un essere senziente. Non replica nulla. Con la ripresa dal vero, per l’AI è più facile replicare l’attività umana, perché c’è un sacco di materiale da darle in pasto. Ma questo non vale per l’animazione, che parte da zero. Se dai una vita a una palla o una lampada, non c’è una base preesistente, la base è la comprensione della connessione tra esseri umani.”



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